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In Africa NON si Porta con tutto

  • Immagine del redattore: Alice Marongiu
    Alice Marongiu
  • 18 ott 2018
  • Tempo di lettura: 4 min

La Cura del Portare


No, in Africa non si porta con tutto. In questo mio meraviglioso percorso da mamma portatrice mi  è spesso capitato di incappare nella fatidica frase "In Africa portano con tutto, perfino con gli stracci, perché non possiamo farlo anche noi?". Frase detta sovente, con troppa leggerezza e, in alcuni casi, anche un pizzico di arroganza. Perché in realtà non è così. Ho spesso avuto grandi difficoltà a rispondere a tale affermazione. Fino a ieri. Fino a quando ho condiviso la mia mattina con una mamma Senegalese, Ami. E ha risposto lei per me.

Ha riempito la mattinata e contemporaneamente anche il mio cuore.


Si è raccontata a me e ho compreso così che, No, in Africa NON si porta con tutto. Si Porta col cuore, con lo Spirito, con le Cure, ma non con gli stracci.

Mi ha insegnato che un Pagne non è un pezzo di stoffa.


Foto di: United Nations Photo


Il Pagne: LA CURA



Il Pagne senegalese è una cura. Viene cucito in un preciso giorno della settimana, Venerdì,  a fine gravidanza, dalla propria madre, che infonde dentro la Cura. Perché il Pagne è questo, non è un mezzo di trasporto. Non serve a tenere le mani libere per avere la possibilità di lavorare, o occuparsi delle varie attività. E' qualcosa di più profondo e spirituale. Serve come Protezione a madre e bambino, che si fondono in un'unica entità, legati insieme. Il Pagne protegge, Cura le anime e i corpi. Il Pagne è uno solo, per tutta la vita della madre, per tutte le vite dei suoi figli. Porterà i suoi figli con quel Pagne, sulla sua schiena, e non avrà bisogno di vedere il bimbo negli occhi, perché gli occhi della madre saranno quelli di Dio, che proteggeranno il bimbo da qualsiasi cosa. Non si affaticherà a portare il proprio bimbo sulla schiena, nemmeno quando avrà 3  o 4 anni, perché la fatica esiste solo nelle nostre teste; basterà allontanare la stanchezza dalla propria testa e non esisterà più. Perché i bambini hanno BISOGNO di essere portati e lei lo farà, nonostante tutto, nonostante il caldo. Perché questo darà SICUREZZA al proprio bambino e lo farà crescere forte. Imparerà ad ascoltare le sue richieste, dalla sua schiena, perché lo ascolterà senza  poterlo vedere. Sentirà sulla sua pelle. Non guarderà orologi. Lascerà che il tempo scorra, sulla sua schiena, dentro i suoi seni. Non rincorrerà il tempo, lo accompagnerà. Perché non esiste il tempo quando si diventa madri. Esiste un'unica entità, madrefiglio e il ritmo è uno solo ed è scandito dalla risposta ai bisogni. E arriverà il giorno in cui  toccherà a lei, un Venerdì, cucire il Pagne per la propria figlia, come sua madre aveva fatto con lei. Il Pagne è un Ciclo Vitale, il ciclo vitale di una donna, che diventa Madre e poi diventa nonna. E da millenni, in Senegal, si compie questo ciclo.

In Europa il ciclo si è spezzato. Si è spezzato tanto tempo fa. Quando abbiamo deciso di rincorrere il tempo. Perché si sa, il tempo è Denaro. Ma se così non fosse? Per quale motivo abbiamo deciso che fosse indispensabile correre e affannarci? Di dare un tempo ad ogni cosa che facciamo? Di scandire i minuti, le ore, i giorni?

Abbiamo tutti bisogno di ritrovarci, fare un passo indietro. Di vivere a CONTATTO, coi nostri figli, ma prima di tutto con noi stessi. La strada è lunga e impervia, una salita con forte inclinazione. Siamo in una fase di Transizione. L'ho sempre pensato. Ma dopo ieri ne ho avuto la certezza.

Ho avuto la certezza che per avere la CONSAPEVOLEZZA che hanno in Africa ci vorranno generazioni di madri Portatrici. Siamo al primo gradino di una lunga scalinata. Nel mio paese c'è una grande scalinata . Faticosissima. Più di una volta arrivata a metà mi son fermata con l'intenzione di tornare indietro. Poi mi son voltata. Ho visto il percorso fatto fino a quel momento, e ho proseguito. Son arrivata in cima e voltandomi mi son goduta il panorama, mi è passata la fatica e ho pensato: "Si, ne valeva la pena". E credo sarà così, anche per il Babywearing, un gradino ogni 10 anni forse... Ma a fine gradinata saremo lì, in cima, a voltarci indietro e guardarci il panorama e a dire " Si, ne valeva la pena". Forse non ci saremo noi, probabilmente i nostri nipoti o forse i nipoti dei nostri nipoti. Noi saremo in uno di quei gradini, e avremo spronato altre mamme a proseguire.

Ma in ogni caso ci vorrà tempo. E in questo tempo abbiamo Bisogno di sostegno, di imparare nuovamente a vivere una genitoralità a Contatto. Amo il mio lavoro da Consulente anche per questo. Perché è un lavoro Profondo e Spirituale. E' un lavoro di accompagnamento. E' riportare nelle mani delle madri questa cultura del contatto, sparita da troppo tempo dalla nostra terra. Ma non è un lavoro semplice.

Perché scandiamo il tempo con i giorni, le ore, minuti e secondi. Perché abbiamo bisogno di vedere coi nostri occhi i nostri figli, perché abbiamo necessità di imparare nuovamente a Sentirli. Perché vogliamo le nostre mani libere per Fare. Perché abbiamo caldo d'Estate. Perché sentiamo l'esigenza di sentirci entità a sé stanti dai nostri figli. Ma va bene così.

Abbiamo una cultura totalmente diversa da quella Africana. Abbiamo necessità di imparare a rallentare e riscoprirci. E in questa fase di transizione ben vengano le mani libere, ben venga aver caldo l'Estate ed imparare a sopportarlo, ben vengano i tessuti ad armatura diagonale che ci aiutano nelle legature, ben venga guardare i nostri figli negli occhi e tenerli stretti al petto, passarli poi sul fianco e infine alla schiena, ben venga chi ci può accompagnare in questo meraviglioso cammino. Per imparare a Sentirli, nuovamente, son tutte cose necessarie. Facciamo le cose per gradi.

Ieri Ami mi ha detto una frase che voglio condividere "Abbiamo Culture differenti ed è giusto che ognuno segua la propria, rispettando quella altrui. Voi correte, guardate l'orologio. Noi andiamo piano e lasciamo che le cose accadano".


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Foto: United Nations Photo


 
 
 

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